notizie storiche dell'Archivio Orolontano 

Operelibro alla Galleria nazionale di Roma
Operelibro alla Galleria nazionale di Roma

Le edizioni artein-orolontano e la loro presenza, tra parola ed immagine, testo poetico e lavoro grafico-pittorico, in forma di libro, a tiratura limitata, testo stampato tipograficamentee disegni originali eseguiti a mano, numerati e firmati dagli autori. Le edizioni artein mostrano se stesse, sono "mostre portatili " come le ha definite F. Vincitorio. Per questo se I'operazione dell'artista è mostrare e comunicare, passando attraverso un'avventura di parole o di immagini, "un viaggio per luoghi non ancora conosciuti" (Alfonso Filieri) esse si mostrano "viaggiando di mano in mano e di luogo in luogo e vengono lette nel contesto scritto, ed in rapporto colloquiale con questo". Di loro si parla al plurale, non come opera collettiva, ma come opera concentrica, in cui gli autori si polarizzano attratti dal centro del tema o del titolo, senza mai coincidere con esso, e dal cerchio dell 'attrazione si staccano le operelibro con destinazioni diverse, "una catena di significanti", una serie preziosa di elementi pagina, elaborate con " I'economia dello spreco" dove "I'impero dell'occhio e ella mano" " I'arte espressione dell 'uno" (A. B. Oliva) vengono sottoposti ad un'azione centrifuga, destino della comunicazione e del destinatario del messaggio diffusione " per contatto, come una malattia" (F. Menna). La forma del bordo del cerchio per contatto, lsola, contenitore nostalgico dell'uno, onnipotenza narcisistica del corpo proprio o del primo atto dell' esserci, la prima impronta dell'io; o il transbordamento per diffusione; acqua, aria, annegarsi o perdersi in infinite circonvoluzione e misurazioni degli elementi, carte mescolate, senza perdita di identità, ma nel suo ritrovamento dopo il viaggio, nell 'opera finita.



il primo libro: DEDALO O DELL'ARCHITETTURA VOLANTE

...evocando a misura di fuga/ l'essenza del volo/ volgendo ai preziosi viaggi dei gabbiani lo sguardo/ la via agli uccelli volle ostruire con trappole di sogno/ legò le stupite frecce di ombre all'orizzonte/ e ai voli mancati per furore o per stanchezza/ rubò i resti/ dopo/ al modello divino/ donò la molle natura sottratta agli alveari/ allora/ essendo la sorte segnata/ un segno peggiore della morte stessa/ non promettendo tregua/ né ai flutti del cielo né ai cerchi del mare/ mosse l'architettura volante... Alfonso Filieri, testo e immagine del bozzetto del primo libro delle edizioni artein-orolontano - 1980

...più che essere un libro che diviene opera, esattamente è l'opera che diviene libro. Che assume, cioè i modi di una nuova disinvoltura di rapporti, una sua essenzializzazione e quasi miniaturizzazione, un darsi per frammenti però risolutivi, uno snodarsi in sequenza. Che assume insomma una diversa praticabilità, immediata, trasferibile, che è tipica del libro quale spazio di "consultazione", anzichè quale spazio di ostensione come è invece, tipicamente, quello dell'opera d'arte visiva, tradizionale, o non, che sia. L'opera allora, che si fa, appunto nel libro, consultabile, riponibile, immediata e tangibile, come una pagina, trasponibile come un ricordo, un diario, un "livre de chevet", sfogliabile... Enrico Crispolti, presentazione presso la Biblioteca Comunale Rispoli; Roma, 1981.. 


...questi libri fatti a mano delle edizioni artein, sono libri aristocratici, dell'impero dell'occhio e della mano; sono libri profumati...Il testo di questo libro, "Dedalo o dell'architettura volante", sembra scritto da un dandy dell'ottocento, ma è così che oggi si scrive.... Achille Bonito Oliva, conferenza "undici libri" presso il Centro Culturale Mondoperaio; Roma, 1982 


...un libro fatto a mano si diffonde per contatto come una malattia.La malattia dell'arte contro la falsa salute della tecnica? Non so. Quello che è certo è che il libro d'artista, ognuno di questi libri che abbiamo qui, davanti, sul tavolo, è un oggetto che si dona, un "oggetto-potlatch". Le dita rimangono attaccate al foglio di carta cerata. Filiberto Menna, presentazione presso la galleria "Il luogo del segno, dell'immagine e della scrittura";  Filiberto Menna , conferenza "undici libri" presso il Centro Culturale Mondoperaio; Roma, 1982


E il disegno diventa un segnalibro

Tutti i manufatti, a partire dal primo libro dal titolo "Dedalo o dell'architettura volante" edito nel maggio del 1980, contengono sempre una sorta di"segnalibro", una "pagina guida" per addentrarsi nel mondo immaginario che di volta in volta, l'edizione presenta. Al prezioso disegno della "pagina guida" sempre diverso, realizzato da Alfonso Filieri, si accompagna il seguente testo, estremamente indicativo dello spirito di questa iniziativa: "In quel frammento di tempo del ventunesimo era facile imbattersi in falsi maghi e veri mistificatori. Allora il Mago costruttor dell'oro ideò una mappa e invitò alcuni maghi veri. Sarebbe nato cosi' il Luogo della mappadorata dove artisti e poeti passarono e lasciarono per sempre le loro storie Nel futuro c'è una mappadorata dove è possibile conoscere luoghi e cose che un tempo non avevano nome". da "Repubblica, Giuditta Villa " Il Piacere dell'occhio" a cura di Mario de Candia. 1992..


ARCHIVIO OROLONTANO 

autori, artisti, poeti, storici Claudio Adami. Tiziana Alberti. Palo Balmas. Luigi Battisti. Cesare Berlingeri. Laura Biancini. Manuela Bedeschi.

Irma Blank. Tomaso Binga. Pierre Bogaerts.Enrico Bugli.

Achille Bonito Oliva Marisa Busanel.Simonetta Buttò.

Vito Capone. Ciriaco Campus. Tommaso Cascella. 

Lucilla Catania. Dirk Christiaens. Simona Cigliana. 

Agostino Conto'. Enrico Cocuccioni. Luc Coeckelberghs. 

Diego Collovini. Ettore Consolazione. Carlo Marcello Conti.  Fabrizio Corneli. Paolo Cotani. Enrico Crispolti. 

Ivana D'Agostino. Franco D'Antuono. Gianni D'Elia. 

Eugenio de Signoribus. Elisabetta Diamanti. 

Giuseppina Di Monte. Gabriella Di Trani. Maria Dompè. Pablo Echaurren. Flavio Ermini. Valentina Filamingo.

.Alfonso Filieri. Mauro Folci. Pietro Fortuna. Dina Franin. Maria Grimaldi Gallinari. Ubaldo Giacomucci. 

Nino Giammarco. Annamaria Gelmi. Salvatore Giunta. Maurizio Goldoni. Jal Al-Din Runi. Ignacio Gòmez de Liano. Ulrich Rasnick. Shelley Himmelstein. .Ado Hamelrijck. Rita Iacomino, Carlo Invernizzi. Roland Jooris. Stefano Iori. Sveva Lanza. Felice Levini. Carlo Lorenzetti. Eleonora Lucchetti. Cosetta Mastragostino. Tito Maniacco. Pierre Martin.

Emilia Ludovici. Luciano Marziano. Filiberto Menna.

Matteo Montani. Barbara MÜller Kageler . Loredana Müller. Ricardo Naise. Massimo Nannucci. Nehmzow. 

Dietrich Nobky. Nico Naldini.  AchillePace. Claudia Peill. Carlo Patrone. Rosa Pierno. Sandro Penna. Luca Piffero. 

Domenico Pesce. Patrizia Peron. Lydia Predominato. 

Enrico Pulsoni. Ascanio Renda. Roberto Rizzoli. 

Anna Romanello. Emanuela Romiti. Claudia Salaris. 

Alessandro Salvi. Edoardo Sanguineti. Sandro Sanna. 

Suzanne Santoro. Monica Sarsini. Marilena Scavizzi. 

Fulgor Silvi. Gabriele Simongini. Chiara Tavella. Ranieri Teti. Toti Scialoja.  Nelio Sonego.Franco Torriani.Ida Travi.

Jordi Valles. Piero Varroni. Carla Vasio. Alberto Veca. 

Emilio Villa. Giuditta Villa.  Cesare Vivaldi. Mario Verdone. Giuliana Zagra. Andrea Zanzotto.



SINOPIA GALLERIA

Novembre 2019. Roma.

OPERE E LIBRI

Bestiario. Volatili-Terrestri-Acquatici. 

Aforismi di Sergio Zuccaro.



Il colpo della balestra, l'albatro colpito. 2007.

Pigmenti e carta velo su tela

Per Alfonso Filieri-By Chiara Tavella

Ut pictura poesis Operelibri dell'Orolontano 

Un libro può non essere - solo - parola, ma anche un luogo - fisico e mentale - in cui la parola incontra l'immagine, in cui l'immagine si distende nel tempo, lineare e dilatato, della parola poetica. Nasce allora il libro d'artista o meglio l'"operalibro", come sarebbe più corretto chiamare i libri editi dalla casa editrice Orolontano,"Operalibro": questa definizione fu coniata proprio per Orolontano fin dai suoi esordi, nel 1980; sta a sottolineare il rapporto del tutto particolare che si instaura tra immagine e parola, anche rispetto ad altre forme del libro d'artista e a produzioni contermini, come la cartella d'arte, il libro illustrato o il libro-oggetto. L'operalibro non è infatti soltanto un libro prezioso, impreziosito da un corredo d'immagini, curato nei materiali e nella qualità della stampa e di conseguenza tirato in un numero limitato di copie; né men che meno è un libro illustrato, in cui vi sia una sorta di subordinazione dell'immagine alla parola. Nell'operalibro è il libro stesso, nella sua totalità, che si fa "opera": l'insieme della carta - che in genere è una carta artigianale, in questo caso prodotta dai maestri cartai di Fabriano: spessa, morbida, a volte addirittura profumata di fiori o d'erba; il trattamento materico cui essa viene sottoposta - frequente l'uso della ceratura - la scelta dei tipi per la stampa, l'impaginazione, la confezione del libro e del cofanetto... Tutto concorre a creare un'"opera" particolare, che sollecita non solo la percezione visiva e l'immaginazione verbale, ma addirittura il tatto e l'olfatto. E che tuttavia rimane, decisamente, un libro.Del libro mantiene la forma e la fruizione, si sfoglia, come un libro, e come un libro richiede un tempo "lungo", lineare, rispetto alla visione puntuale dell'opera d'arte visiva: sfogliare, leggere, osservare... Questo fa sì che il libro intero sia, come la pagina vuota prima del frontespizio, una cesura con il mondo, un intervallo di silenzio, una sorta di parentesi esistenziale necessaria al manifestarsi della poesia, verbale e visiva insieme. Il punto resta però il rapporto tra la parola e l'immagine. In gran parte dei libri prodotti da Orolontano sarebbe inutile cercare un collegamento esplicito, un rimando figurato: se da un lato infatti i testi presentati sono contraddistinti per lo più da un'estrema rarefazione concettuale, dall'altro gli artisti coinvolti sono in gran parte attivi nell'ambito dell'astrazione, o comunque in una zona incerta in bilico tra astrazione e figurazione. Non c'è, non può esserci quindi un rapporto di derivazione dell'immagine dalla parola, né viceversa.Piuttosto si potrebbe pensare a una comunanza d'intenti, a una tensione espressiva dell'una che si specchia e dialoga nell'altra. La poesia protesa a disvelare l'ignoto, a catturare un barlume d'assoluto; l'arte che è per se stessa "apparizione", che a quell'assoluto dà, precariamente, volto, forma, manifestazione. Ogni libro non è che il rinnovarsi di questa istanza, di questa tensione utopistica a dire/rappresentare l'indicibile/l'irrappresentabile. Ciò che però di volta in volta fa la differenza è la porzione del reale individuata come campo della ricerca - ed è qui che è più interessante verificare la "corrispondenza" tra immagine e poesia: a volte sia il testo che l'opera si librano ai confini della pura astrazione, dove viene meno ogni riferimento all'esperienza contingente. Comunque sia, nell'operalibro si compie un'insolita congiunzione tra parola e immagine, che porta ciascuna delle due a vivere dei reciproci riflessi, ad addensare il proprio senso nell'alone espressivo dell'altra.Congiunzione, unione di due entità, la parola e l'immagine, entro quel tratto di realtà, che può comprendere la totalità tutta e che va dal granello di polvere sulla scrivania, il "qui e ora" mentre scrivo, alla distanza siderale del pensiero più astratto e immateriale.

       LA TEMPESTA E L'ISOLA DEGLI INCANTESIMI da "La Tempesta" di Shakespeare  -2016- 

Per Alfonso Filieri by Rosa Pierno

Come fosse un'improbabile carta geografica, ne strappa i bordi, i quali, al modo dei frattali, danno luogo a nuove coste, fiumi e profili montuosi.  Sono del tutto slegate le parole dalle forme che la carta persegue, mostrando ciò che si oppone al compimento delle storie. 

La malleabilità di tale supporto, immagazzinando le proprie metamorfosi, restituisce amebe su pareti, libellule nell'aere e persino pagine di perdute biblioteche. Il corrusco aspetto, da alate fauci e da incenerite piante, assunto dalle erbe intrappolate nella cellulosa, assembla forme-sintesi: le ali-occhio, le code-gocce, le sete rapprese e la coriacea pelle, già divenuta superficie increspata dai marosi. Le venature, che immettono nell'opera un concetto incompatibile con la reale sostanza cartacea, ottenute tramite la stesura di uno strato di cera carnauba, conservano traccia dei gesti dell'artista. È come un reperto che abbia visto trascorrere geologiche ere: sottoposto a pressioni inimmaginabili che gli hanno donato l'aspetto di un vetro rotto, di un ghiacciato fiume. Il colore vi si spande e si ritira, si mineralizza, si condensa, si nebulizza sul supporto in costante moto.

 Non ha tregua il pigmento sulla carta. La carta conserva gli spigoli e i profili di innumerevoli poligoni in un corollario da geometria imperfetta, ambigua. Albori e luminescenze, spegnimenti tellurici e glabre zolle non ricordano però la superficie terrestre, quanto una chimica che registra se stessa, per conservare una memoria che altrimenti come parola svanirebbe. Natura vi appare sempre fossilizzata, raggelata in fonde venature di blu smeraldo e di mercuriale verde ftalo. Non si distacca la foglia dalla pietra e ambedue dalla carta. Ragnatele di luce, disposte e imbrigliate sulle creste sommitali delle pieghe, sono conservate in un catalogo ragionato di forme immaginate. 

Carta può dunque sostenere qualsiasi metamorfosi. Persino fuoco le avvampa nelle viscere. Arde per un sogno interno. Pur anche di volute di fumo e spruzzi salmastri, di astratti umori e opachi astri narra la carta, senza parole. Le carte veline si addensano e si aprono come membrane fra cartilagini. Non vi è nulla che non possa essere trasportato su tale enciclopedico supporto. Le grafie della natura sono compendiate sulla tavole dell'album, le quali menzionano le salienti tappe delle mutazioni che la materia infligge alla materia. Sulla parete, ritagli di filigrana vegetale si solidificano, recuperate da altri cicli narrativi. 

Provengono da emisferi ora riemersi. La sovrapposizione delle carte produce ombre minime e infimo spessore e, tuttavia, resta incomprensibile in quanto volume. Segni evanescenti, labili e friabili, come fossero una struttura venuta in superficie, di cui resta da indovinare la sostanza. Alghe e venature marmoree, concrezioni, trasparenze si formano su un piano mai neutrale. I fossili s'inscrivono nelle pieghe. Un colore blu, assorbito come la luce di un sole nero, emette ancora radiazioni.


il vento primaverile fa danzare l'acqua / resa verde dai pioppi e dai salici

Bay Yucan


Galleria Nazionale d'Arte moderna di Roma 

Azioni Antiche. Curatore: Maria Giuseppina Di Monte

Presupposti teorici: L'obiettivo della mostra Azioni antiche, Opere e Libri è quello di esplicitare l'intimo rapporto fra immagine e parola, tra figura e scrittura, attraverso la doppia esposizione di una selezione di libri d'artista editi da Artein/Orolontano in numero limitato, in esemplari numerati e firmati dagli artisti e dai poeti che hanno contribuito alla loro realizzazione e un certo numero di opere realizzate appositamente per il progetto dagli artisti Lucilla Catania, Alfonso Filieri, Claudia Peill, Nelio Sonego, coinvolti in questa ultima pubblicazione. La serie di opere esposte rappresenterà l'attività degli ultimi anni degli artisti Catania, Filieri, Peill e Sonego, i quali realizzeranno, in occasione della mostra, un nuovo libro d'artista in ventuno copie numerate e firmate. Il libro in questione conterrà un testo inedito di Emilio Villa, da cui è tratto il titolo della mostra, in occasione del centenario della sua nascita. Parallelamente, verrà esposta una selezione di libri d'artista edita per i tipi di Artein/Orolontano fra il 1980 e il 2014 dove sono intervenuti artisti di rilievo come Marisa Busanel, Elisa Montessori, Felice Levini, Paolo Cotani e molti altri. In occasione della mostra l'Associazione Culturale Hidalgo pubblicherà il catalogo che documenterà le due sezioni della mostra: opere e libri. Catalogo: Edizioni Palombi. Organizzazione e Ufficio Stampa: Galleria nazionale d'arte moderna di Roma

Trittico di un cane solitario presso la casa del passo del falco --2000 

areapangeart incontri d'arte a Camorino

BIENNALE DEL LIBRO D'ARTISTA

La grafica e il libro d'artista a cura di Loredana Muller e Rosa Pierno

4 LUGLIO 2018

Sul pietroso dirupo. Testo di Rosa Pierno, 

immagine di Alfonso Filieri

Pesca miracolosa. Testo di Rosa Pierno, 

immagine di Alfonso Filieri

Alcuna relazione. Testo di Rosa pierno, 

immagine di Alfonso Filieri

Samuel Taylor Coleridge. La ballata del vecchio marinaio

Attorno, attorno, turbinosi, innumerevoli fuochi fatui danzavano la notte: l'acqua, come l'olio nella caldaia d'una strega, bolliva verde, blu, bianca...